La storica Bandiera dell’Associazione Nazionale Combattenti, esposta nella Mostra Permanente, è stata donata da Luigi Rubano, ereditata dal padre, collezionista di vecchi cimeli, tra cui questa bandiera.
Di seguito lo scritto che accompagna il dono al Museo Etnografico della Comunità Apollosana.
Un Testimone Silenzioso di un’Epoca di Transizione: La Bandiera dell’Associazione Nazionale Combattenti del Primo Dopoguerra di Antonio Rubano.
Il M.E.C.A. si arricchisce di un reperto di notevole valore storico e umano: una bandiera appartenuta all’Associazione Nazionale Combattenti del Primo Dopoguerra, donata con cura e memoria.
Questo vessillo non è un semplice oggetto, ma un ponte tangibile con un periodo cruciale della storia italiana, segnato dal passaggio dalla Monarchia alle complesse dinamiche del primo dopoguerra e l’ascesa del fascismo.
Ciò che rende questa bandiera particolarmente significativa è il suo legame con Antonio Rubano, un ex combattente che, pur aderendo all’Associazione, mantenne una convinta fede monarchica.
Questa singolare appartenenza ci offre uno spaccato interessante sulla pluralità di posizioni ideologiche che potevano coesistere all’interno di organizzazioni nate nel fervore del primo dopoguerra. La figura di Rubano incarna la complessità di un’epoca in cui reduci di guerra, animati da un comune senso di patria e cameratismo, potevano nutrire diverse visioni politiche per il futuro della nazione.
La bandiera stessa, con i suoi simboli e colori, evoca un’epoca di ricostruzione e di forti passioni politiche. Essa rappresenta il senso di appartenenza di coloro che avevano combattuto nella Grande Guerra e che cercavano un ruolo attivo nella società civile del dopoguerra.
La sua esposizione ci invita a riflettere sulle speranze, le disillusioni e le tensioni sociali che caratterizzarono quegli anni cruciali.
Il Museo Etnico di Apollosa, custode della memoria e delle tradizioni locali, accoglie con profondo rispetto questo testimone silenzioso. La bandiera di Antonio Rubano non è solo un cimelio, ma un invito a esplorare le sfaccettature di un periodo storico complesso, attraverso la lente della storia individuale e delle sue apparenti contraddizioni.
Essa ci ricorda che la storia è fatta di persone, con le loro convinzioni e le loro sfumature, anche all’interno di grandi movimenti collettivi.
Invitiamo i visitatori a soffermarsi su questo prezioso oggetto, immaginando le vicende che ha attraversato e la storia che racchiude, per comprendere meglio le radici del nostro presente.Luigi Rubano
